domenica 31 ottobre 2010

Cari amici
come forse vi ricordate, il mio cammino dell'anno scorso non è finito come doveva. Questo fatto mi è rimasto sullo stomaco e mi ha riportato questo anno di nuovo sulla rotta e vorrei proprio sapere, se stavolta posso portare a fine il mio cammino previsto.
Le foto di questo diario si possono vedere a questo link:
Camino 2010
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Commenti sono graditi a: hanns.hoefer@yahoo.it
Qui di seguito il mio diario:
25.8.2010 - Venezia - Madrid - Granada, Aeroporto Federico Garcia Lorca - Fuente Vaqueros – 17 km
Già alle 0506h prendo la barca dell'Alilaguna che mi porterà all'aeroporto di Venezia. Grazie ad un super-servizio dei 'colleghi' dell’IBERIA riesco registrare il mio fedele
compagno, il mio bastone o meglio 'bordón' fino a Granada e mi danno già la carta d'imbarco da Madrid a Granada, il che, con i miei biglietti 'stand-by' non è proprio una cosa normale. Grazie ancora al simpatico scalo Iberia di Venezia!
Arrivo in perfetto orario all'aeroporto di Granada e trovo la mia prima sorpresa. Sulla mia Google-map il primo paese da passare, Chauchina, era proprio a pochi chilometri appena fuori dall'aeroporto. Ma appena arrivato mi informano che il paese sta sì vicino, ma dietro l'aeroporto, il che comporta per me parecchi chilometri di girare sulle strade intorno tutto quel grande aeroporto. In altre parole la mia 'furbizia' di trovare la via più diretta, era uno sparo indietro ed era meglio, anche più corto di iniziare il cammino, come al solito, dal centro della città di Granada, come feci l'anno scorso. Ormai ci siamo e bisogna andare avanti. Finalmente arrivo a Chauchina, paese che non mi piace e vado avanti a Fuente Vaqueros, paese famoso per la residenza del grande poeta Garcia Lorca. Finalmente arrivo e si tratta veramente di un paese ridente e così il mio primo giorno di cammino finisce bene.
26.8.2010 - Fuente Vaqueros - Moclín - 22 km
Anche oggi la mia fantasia sui Google-map non quadrava. In effetti, non era possibile andare come avevo pianificato ed ho dovuto fare una deviazione di 5-6 km. Finalmente arrivato a Pinos-Puente mi hanno indicato una continuazione del cammino del tutto poco pratico e di più chilometri. Perché la gente qui pensa generalmente come gli automobilisti e non si rendono conto, quanto vuol dire uno o due chilometri in più. Nonostante questo, arrivo bene a Los Olivares, un piccolo paese che dista solo due chilometri dalla mia meta odierna. Sono già le 1400h e fa un caldo terribile, buoni 40 gradi!
Avrei dovuto cercare di dormire in questo paese, ma pensavo di farcela ancora, visto che si tratta solo di due chilometri. Ma quali chilometri! C'è da superare un dislivello di oltre 400m. A Moclín però mi aspetta il mio amico Antonio ed io parto, nonostante le condizioni. Ho un buon litro di acqua e mi dovrebbe bastare. La salita mi diventa terribile ed a circa 800m dalla mia destinazione comincio a non sentirmi più bene e divento un po' preoccupato. Il cellulare spagnolo non mi funziona e dopo di me non arriverà nessuno su
questa strada, perche tutti usano la comoda, ma molto più lunga 'carretera'. Decido di abbandonare lo zaino e mi tiracchio avanti. Con questo caldo terribile l'acqua mi comincia a scarseggiare, il che è anche un fatto psicologico grave. Finalmente arrivo con le mie ultime forze nel paese di Moclín e trovo la signora Amparo che mi fa sedere in casa, mi porta dell'acqua fresca, chiama suo marito Xavier-Antonio, detto Paco che si prende cura di riprendere il mio zaino, scendendo giù di persona e poi con un sorriso mi riporta il mio pesante zaino. Volevo ricompensare questa grandissima cortesia, ma rifiutano categoricamente qualsiasi ricompensa! Gente memorabile! Finalmente trovo anche il mio amico Antonio ed anche questa giornata finisce felicemente.
27.8.2010 - Moclín - Cruce Limones/Tósar - 12 km (incl. deviazione)
Altra giornata difficile! Parto da Moclín di buona lena ed il 'camino' mi porta in un grandissimo oliveto. L'anno scorso lo avevo evitato, preferendo la carretera che più lunga ma è anche più sicura. Questa volta non ci penso due volte ed allegramente mi accingo a passare questo oliveto/montagna. Prima ci sono le abituali frecce gialle, ma man-mano diventano sempre più
rari per poi sparire del tutto. Io vado avanti e trova un’ultima freccia e seguo questa direzione e poi più niente. Allora decido di superare la montagna andando a destra in questo terribile terreno, naturalmente sempre con lo zaino. Il terreno diventa sempre più ripido ed un certo momento non ce lo faccio più e mi fermo per non finire in una situazione come ieri. Niente da fare! Tento una scappata a sinistra ma c'è un fiumiciattolo completamente chiuso con arbusti e non si riesce passare. Allora bisogna ritornare tutto quel tratto già fatto, almeno due chilometri in terreno bruttissimo. Finalmente arrivo di nuovo sulla strada e sono sfinito e non riesco andare avanti. Mi siedo sullo zaino ed una macchina si ferma per darmi un passaggio per Alcalá la Real. Domani dovrò ritornare fino al punto del rilievo per rifare la strada a piedi. Stavolta naturalmente via 'carretera' e dimenticherò il maledetto oliveto.
28.8.2010 - Puerto Lope - Cruce Limones/Tósar - Alcalá la Real - 24 km
Trovo un bus che mi porta a Puerto Lope che sta 4-5 km dietro
il punto da me richiesto e mi tocca aggiungere anche questi. Intanto solo senza zaino che ho lasciato nell’Hostal di Alcalá la Real. Riesco finire anche questa tratta ed arrivo felice di nuovo al punto di partenza di oggi. Domani vorrei arrivare ad Alcaudete e spero che non ci siano altri problemi.
29.8.2010 - Alcalá la Real - Alcaudete - 24 km
Prima tratta regolare senza imprevisti. Eppure arr
ivo solo alle 1500h, mentre si dovrebbe sempre evitare di essere ancora in cammino dopo le 1400h, quando comincia bruciare il sol leone e la temperatura sale fino a 40 gradi.
Però mi sento tranquillo e sto bene.
30.8.2010 - Alcaudete - Baena - 30 km (con deviazione)
Alla mattina visito il mio amico della 'churreria' che mi ha causati i problemi sul 'camino' dell'anno scorso. Il proprietario mi riconosce e mi offre un bel caffè-latte. Mi saluta pregandomi di r
icordarlo all'arrivo alla tomba del Santo che farò volentieri. Parto sul 'camino' ma più tardi mi metto di nuovo in 'carretera' ed i chilometri, ma anche il tempo passano. Mi avvicino a Baena ca. le 1530h e sbaglio l'uscita dalla strada ed ora mi tocca uscire all'uscita nord della città che fanno ca. 4 km in più, tutto sotto il sole impietoso. Le grandi strade in Spagna sono generalmente chiuso con una rete che io non riesco a superare e perciò devo andare avanti. Finalmente arrivo in città e mi fermo al primo bar per riposarmi un po' e rimettermi a posto. Dopo di questo trovo anche una buona sistemazione nel centro di Baena e - tutto bene che finisce bene!
31.8.2010 - Baena - Castro del Río - 22 km
Tutta la tratta sulla 'carretera' perché mi sembra più sicuro.

1.9.2010 - Castro del Rio - Santa Cruz - 18 km
La tappa Castro del Rio - Córdoba è di 39 km e senza punti intermedi e per questa ragione cambio la rotta via Santa Cruz che si trova al di fuori del solito 'camino', ma mi permette di fare questa lunga tratta in due giorni.
2.9.2010 - Santa Cruz - Córdoba - 27 km

Finalmente arrivo nell'interessante città di Córdoba. E
ntro attraverso il bel Ponte Romano e trovo presto un posto adatto per dormire. Per una visita alla famosa 'Mezquita' si è fatto tardi e mi risparmio otto euro di entrata. Alla sera trovo gli 'Amigos del Camino Mozárabe' che mi danno delle informazioni molto utili.
 A Córdoba finisce la prima grande tappa e fin qua, nonostante i vari problemi, tutto è andato bene. Grazie a Dio!
3.9.2010 - Córdoba - Cerro Muriano - 18 km
Questa tappa viene considerata semplice, ma oggi così non è stato. L'avevo già fatta l'anno scorso e non mi ricordavo di straordinarie difficolt
à. Questa volta però perdo già un po' di tempo all'uscita dalla città e dopo c'è da superare un grande dislivello di ben 400m su un percorso di 3 km, con le temperature sempre più alte. Finalmente arrivo a destinazione, piuttosto esausto e trovo la 'Casa Bruno', dove mi accolgono bene, dandomi anche dei buoni consigli per le prossime lunghe tappe.
4.9.2010 - Cerro Muriano - Villaharta - 22 km
A quasi metà di questa tappa c'è il villaggio di 'El Vacar', dove si potrebbe anche interrompere, dato il
grande sforzo di ieri, ma all'arrivo mi trovo ancora in buona forma e continuo fino a Villaharta, dove trovo un buon alloggio all'hotel El Cruce. Per trovare una possibilità di internet, mi tocca fare due chilometri (sic!) fino al paese di Villaharta, tutti in salita, per trovare la solita biblioteca comunale di questo posto. Quando arrivo, tutte le posizioni di internet sono prese dai vari giovani del paese che si divertono e per questo il gentile capo della biblioteca mi mette a disposizione il suo laptop personale, tutto gratis e 'per amore dei', il che mi fa anche piacere. Altri due chilometri di discesa, mentre scende il sole sul bel paesaggio, concludono questa bella giornata.
5.9.2010 - Villaharta - Espiel - 18 km
Dato che la tappa ufficiale da Villaharta ad Alcaracejos è di ben 39 km, sono costretto di alternare la via, andando nella vicina città di Espiel, per cavarmela il giorno dopo con 'solè 28 km.
6.9.2010 - Espiel - Alcaracejos - 28 km
Partenza presto per questa relativamente lunga tappa, perché il sole continua a darci temperature intorno alle 40 gradi, soprattutto dopo le 1300h. Eppure non si può partire prima delle 0730h, perché prima è ancora buio. Dopo alcune grandi salite e discese arrivo destinazione circa alle 1600h. Alcaracejos è un posto piuttosto triste e non trovo nessuna possibilità di internet.
7.9.2010 - Alcaracejos - Hinojosa del Duque - 22 km

Primo giorno con temperature un po' moderate, ma nell
a TV annunciano già che nei prossimi giorni ritornerà un'altra ondata di caldo. Speriamo bene! Le mie scarpe cominciano a non reggere più e si aprono le punte anteriori di tutte le due scarpe. Avevo tentato di 'ricucire' questo problema con il 'colla-tutto' e la scarpa sinistra è rimasta chiusa, mentre con la destra niente da fare. Adesso mi serve un calzolaio. Finalmente trovo lo 'zapatero' Serafin che molto gentilmente si occupa della mia scarpa che ancora ‘ride’. Dopo una precisa pulitura della parte della suola, riesce a rimettere della sua colla e dopo una fissazione per quasi mezz'ora la punta della scarpa rimane intatta e ne sono molto contento. Infine il simpatico Serafin rifiuta categoricamente qualsiasi pagamento, pregando solo di ricordarlo alla tomba del Santo. Voglio proprio non dimenticare quest'ultima dimostrazione di simpatia. A Hinojosa poi c'è una grande e bellissima chiesa, chiamata 'Cattedrale della Sierra'.
8.9.2010 - Hinojosa del Duque - Monterrubio de la Serena - 33 km
Dopo circa 10 km di cammino, passo ad una grande 'hacienda' con i portoni spalancati. Di colpo escono due grandi cani di guardia che stanno per attaccarmi senza preliminari. Dopo che il solito lancio del sasso non ha funzionato, sono costretto a difendermi con il bastone. Azione difficile, perché questi due bastardi tentano di aggredirmi dai due lati. Sempre 'combattendo' riesco pian piano ad allontanarmi da questo posto e questi cagnacci si ritirano di nuovo nella loro proprietà ed io, un po' spaventato, continuo su questa lunga tappa. A otto chilometri prima di Monterrubio esco dalla regione dell'Andalusia ed entro in Extremadura e così ho passato un altro punto importante. All'arrivo trovo una buona sistemazione all'hotel Vaticano e dormo bene, senza neanche sognare di grandi cani da guardia.
9.9.2010 - Monterrubio de la Serena - Castuera - 2
0 km
Tratta regolare, ma senza alcuna possibilità di riposare.
10.9.2010 - Castuera - Campanario - 2
4 km
Credo di accorciare la tratta, prendendo la 'carretera'. Purtroppo questa decisione era prop
rio un errore. Questa strada ha per tutto il trascorso (ca. 17 km) una striscia di 'sicurezza' di ben 30 cm ed anche se il traffico non è tantissimo, è sufficiente per rendere questo cammino veramente molto stressante. Alla fine riesco ritrovare il 'camino' ufficiale ed entro a Campanaria, in fondo una simpatica cittadina che non dispone di un Hostal, se non di un ostello, situato nella vecchia stazione ferroviaria, situata due chilometri fuori della città. Questo è molto scomodo e cosi mi tocca fare altri due chilometri per tornare in città in cerca di un Internet. Giro gran parte della città, non trovo internet funzionante e ritorno alla mia stazione ferroviaria dopo altri due chilometri. Che barba!
11.9.2010 - Campa
naria – Medellìn - Don Benito - 26 km
Oggi passo la città di
Medellin, luogo di nascita di Hernan Cortez, al quale hanno eretto un gran bel monumento con l'eroe in posa da vincitore. Ma pochi giorni fa, sono passati i soliti ignoti che hanno imbrattato malamente questa statua. Ora sembrano tutti molto arrabbiati e si sono fatto varie dimostrazioni contro questo 'attentato'. Sembra però che nessuno si ricordi del popolo Maya? Alla fine arrivo nella città di Don Benito e trovo una buona sistemazione al simpatico Hotel Galicia, nel centro di questa città.
12.9.2010 - Don Benito - Santa Amalia - 22 km
A Santa Amalia mi ritiro nel bellissimo Hotel Fuente de la Magdalena che pratica prezzi veramente convenienti (€ 18,86 per una
bellissima camera. Pensavo di trovare una via diretta da questo posto alla Via de la Plata, ma da qui non c'è nessuna possibilità e bisogna continuare almeno fino a San Pedro di Merida.
13.9.2010 - Santa Amalia - San Pedro de Merida - 22 km
Anche da San Pedro non c'è una via diretta per la 'Via de la Plata', ma bisogna andare a Trujillanos e vedere di là, chiedendo alla gente del posto, se riesco a raggiungere Aljucen.
14.9.2010 - San Pedro de Merida
- Aljucen - 26 km
Di buon umore raggiungo la prossima postazione di Trujillanos e dopo essermi informato con la gente locale mi indicano un c
ammino per Mirandilla, da dove sarà più facile di raggiungere Charrascalejo per poi continuare fino a Aljucen. Mi perdo presto nel 'cammino' per Mirandilla e mi tocca ancora guadare un fiume e, ciò nonostante, alla fine trovo anche Mirandilla, da dove passo avanti a Charrascalejo, primo posto sulla 'Via della Plata'. Sono quasi euforico e nel primo Bar del paese due signori, di cui uno il sindaco, mi offrono una birra. Meglio di così non poteva andare. Così ho chiuso con il difficile 'Camino Mozárabe' e sono contento, perché questa volta sono veramente riuscito fino in fondo. Ora sulla 'Via della Plata', che pure non è facile, mi trovo più a mio agio, avendolo già percorso cinque anni fa, cominciando il cammino a Sevilla.
15.9.2010 - Aljucén - Alcuescar - 20 km
Tappa regolare, ma senza nessuna possibilità di prendere acqua o altro durante tutto il tragitto. In compenso ad Alcuescar i monaci operano l'ostello per i pellegrini. Alla sera benedizione dei pellegrini ed i monaci invitano a cena. Si mangia 'quel che passa il convento' ed i monaci si aspettano una relativa donazione.
16.9.2010 - Alcuescar - Cáceres - 39 km
Quas
i una maratona! Originalmente mi volevo fermare a Valdesalor, dopo 27 km, ma in questo posto non si trova una decente possibilità per la notte e così sono costretto a continuare fino a Cáceres. All'arrivo trovo la solita Pensión Corretero, dove si passa la notte per pochi soldi. Appena sistemato, si abbatte un temporale terribile, con tanto di grandine che ha portato parecchi danni alla città. L'acqua della pioggia veniva giù le strade a fiumi e poi si vedevano le scene come a Venezia dopo l'acqua alta, quando i negozi tentano di liberarsi dall'acqua entrata. Intanto sono felice di aver raggiunto questo importante scalo sulla via.
17.9.2010 - Cáceres - Casar de Cáceres - 11 km
Breve tappa con possibilità di trovare internet nella
biblioteca Comunale (gratis!). Passo la notte nel locale ostello.
18.9.2010 - Casar de Cáceres - Cañaveral - 35 km
Arrivato a Cañaveral trovo due signori pellegrini dall'Italia/Sardegna. Sono molto contento di parlare di nuovo con i miei 'connazionali' e si stabilisce subito un rapporto di simpatia.
19.9.2010 - Cañaveral - Galisteo - 32 km (incl deviazione)
Purtroppo per un mio errore prolungo questa già
lunga tappa di altri tre chilometri, uscendo a S. Jil e mi tocca ritornare verso Galisteo. In compenso trovo su questa strada il nuovo e conveniente Hotel Galianah, dove si sta veramente bene. Alla sera mi trovo con altri pellegrini nel bellissimo centro di Galisteo, piccola città, completamente circondata da una grande muraglia medioevale.
20.9.2010 - Galisteo - Carcaboso - 11 km
Mi lascio tentare di rimanere in questo posto, perché devo comprare alcune cose e forse anche per lavorare in internet. Do
po essermi sistemato nel locale Hostal apprendo che oggi si ha la festa del paese e tutto, ma veramente tutto, è chiuso. Un signore mi offre un passaggio in macchina alla vicina città di Plasencia ed io accetto. Dopo aver fatto gli acquisti e lavorato un po' in internet, mi accingo a ritornare a Carcaboso, distante ca. 11 km. Non trovo subito un taxi e comincio ad incamminarmi, sperando che qualche automobilista, mi dia un altro passaggio. Niente da fare in quanto le macchina filano molto velocemente e la strada è fatto in un modo che quasi è impossibile di fermarsi per prendere su qualcuno. Dopo ca. 6 km di marcia si ferma una macchina che mi da un passaggio per gli ultimi cinque chilometri. Il guidatore è un marocchino che guida questa vecchia Mercedes, occupata da quattro persone, in una maniera che avrei volentieri evitato. Ciò nonostante arrivo vivo a destinazione e così anche questa giornata è salva.
21.9.2010 - Carcaboso - Hostal Asturianos - 32 km
Oggi c'è uno dei momenti supremi, che è il passaggio sotto l'arco di Capar
ra, arco di trionfo romano a quattro piloni, proprio sull'originale 'Via de la Plata'. Accanto a questo arco ci sono le rovine della città di Caparra. Questa città, fondata nel 74 D.C., non è mai diventato molto importante e serviva principalmente alle truppe romane che passavano di là. Sono un po' emozionato durante il passaggio sotto l'arco che è anche il simbolo di questa via di pellegrinaggio. Alla sera mi trovo di nuovo con i due pellegrini Italiani che viaggiano anche in compagnia di una coppia di Barcellona ed ormai mi sono aggregato a loro che mi hanno accettato con simpatia.
22.9.2010 - Hostal Asturianos - Baños de Montemayor - 22 km
Tappa regolare con il tempo ormai piacevole. È finito definitivamente il grande caldo e adesso si è più preoccupato per la pioggia.
23.9.2010 - Baños de Montemayor - Calzada de Bejar - 13 km 

Tappa breve, ma in compenso ci sono grandi salite da superare. A destinazione c'è un ostello con un bar e poi niente. Il piccolo paese è anche piuttosto in altitudine e comincia già a fare un po' di freddo.
24.9.2010 -
Calzada de Bejar - Fuenterroble de Salvatierra - 22 km
Fuenterroble è famoso per il suo parroco Don Blas. Anche questa volta ho la fortuna di incontrarlo di persona e mi conferma la grande impressione che avevo già, quando ero passato anni fa.
25.9.2010 - Fuenterroble de Salvatierra - San Pedro de Rozados - 29 km
Questa tappa
non è solo lunga, ma anche parecchio difficile, perché bisogna passare al 'Pico de la Dueña' (1100m). Anche se il paesaggio è bellissimo, la fatica della ripida salita e discesa si sente ed arrivo piuttosto stanco a destinazione.
26.9.2010 - San Pedro de Rozados - Salamanca - 29 km
Finalmente arrivo in questa bellissima città. Oggi è Domenica e la città è piena di turisti. Faccio una breve visita nella impressionante Cattedrale, prendo una birra alla bella 'Plaza Mayor' e continuo il mio viaggio fino ad un Hostal fuori la città che conosco, per essere più vicino alla prossima destinazione che è parecchio lontana.
27.9.2010 - Salamanca - El Cubo de la Tierra del Vino -
36 km
D
opo la lunga marcia arrivo in questo piccolo paese, che ha il nome per la grande produzione di vino che a seguito di una grave totale malattia della vite è completamente sparito ed oggi ci è rimasto solo il nome. Qui si trova la 'Casa di Carmen'. Qui regna una vecchia signora che conosco già dagli altri passaggi in questo posto. Anche lei mi riconosce e qui hanno trovato stanze anche gli amici italiani/catalani. La casa è molto semplice, ma si mangia, anche bene, nel salottino della famiglia, con il fuoco nel camino acceso e così passo una piacevole serata, sempre con i miei nuovi amici. 28.9.2010 - El Cubo de la Tierra del Vino - Zamora - 32 km
Visto la lunga distanza prevista, i miei amici hanno preferito di prendere una macchina fino a Zamora e gentilmente mi hanno
portato anche il mio zaino. Meno male, perché la strada si presenta per me molto difficile. Già da giorni le mie scarpe si stanno lentamente disfando e sento sempre più dolore ai piedi quando mi tocca camminare sui sassi un po' grandi. Oggi ci sono chilometri di questo tipo e quando arrivo finalmente a Zamora i piedi mi fanno parecchio male e quel che mi preoccupa di più, per la prima volta ho problemi anche con le mie ginocchia, il che può essere grave. Sono un po' preoccupato, ma tutto passa veloce quando entro nella bellissima città di Zamora che è un importante punto sulla 'Via de la Plata'. Con l'aiuto del mio nuovo amico catalano mi compro un paio di scarpe e sembra che in seguito avrò meno problemi durante il cammino. Ceno con i miei amici italiani/catalani e si programmano assieme le prossime tappe.
29.9.2010 - Za
mora - Montamarta - 18 km 
Tappa tranquilla. Le nuove scarpe funzionano bene.
3
0.9.2010 - Montamanrta - Tábara - 29 km
Lunga tappa interamente fatta su 'carretera' con molto più traffico che negli anni passati, a causa dei tanti grandi lavori di autostrade e per il treno di alta velocità (AVE) nella zona.
1.10.2010 - Tábara - Santa Croya de Terra - 23 km
A Berciano de Valere non c'è più il bar e sono costretto a chiedere acqua ad una famiglia del posto. Al posto dell'acqua mi offrono un bicchiere di vino e mi invitan
o di entrare in casa per mangiare con loro. Sono proprio carini, ma il pellegrino deve proseguire. Intanto mi rimane un altro atto di simpatia da ricordare. A Santa Croya de Tera rimango nell'ostello locale ed i proprietari mi riconoscono dagli altri passaggi in questo posto. Fa sempre piacere di essere ricordato.
2.10.2010 - Santa Croya de Tera - Rionegro del Puente - Mombuey - 38 km

Pianifico questa lunga tappa andando prima fino a Rionegro del Puente (28 km) con l'intenzione di continuare eventualmente gli addizionali 10 km fino a Mombuey, secondo le mie condizioni. Alla fine
decido di continuare ed arrivo stanco ma contento a Mombuey. Purtroppo sono costretto di dormire nel pessimo ostello di questo posto che, oltretutto, è quasi pieno e mi rimane solo l'ultimo letto molto sgangherato. Spero di poter dormire un po'. Le previsioni del tempo indicano la pioggia per il giorno seguente. Speriamo bene!
3.10.2010 - Mombuey - Puebla di Sanabria - 31 km
Che giornata terrib
ile! Al mattino metto il naso fuori dalla porta del terribile ostello e devo constatare che viene giù una pioggia fitta e continua. Che vuoi fare, bisogna partire lo stesso. Mi metto il K-Way e copro lo zaino, sperando che basti. che errore! Dopo pochi chilometri sono completamente inzuppato e la pioggia continua senza interruzione. In più si è fatto parecchio freddo e tira un vento freddo. Condizioni ideali per prendersi una polmonite.
Su tutta la tratta trovo qualche bar aperto con la possibilità di riprendersi per qualche tempo. Poi mi devo fare coraggio per uscire di nuovo. Due macchine si sono fermate spontaneamente per darmi un passaggio, ma io ringrazio e continuo a camminare da buon pellegrino. Alla fine prima di Puebla trovo un posto per rifugiarmi ancora e sto tremando dal freddo. Poi altri tre quattro chilometri ed arrivo finalmente al Hostal Carlos V, dove mi aspettano gli amici catalani/italiani che hanno preferito di prendersi un taxi. Mi ricevono come un eroe, il che è certamente molto esagerato, ma sono contento di essere arrivato. Si mangia con gli amici e poi cado presto a letto, dopo essermi fatto un bel bagno caldo che mi ha rimesso un po' a posto. Un bel sonno mi prepara per alla prossima giornata, pronto per superare il passo del Padornelo.
4.10.2010 - Puebla d
e Sanábria - Padornelo - Lubián - 33 km
Ci sono le nuvole, ma non piove. che sollievo! Oggi bisogna superare il passo del Padornelo che comporta ca. 10 km di salita e dopo altrettanto per la discesa, tra cui un pezzo completamente sott'acqua e sono costretto ad indossare i miei sandali. Così sono a posto con l’acqua, ma in compenso ho problemi con i tanti sassi che si trovano sugli ultimi tre chilometri di questo
brutto pezzo del cammino.
5.10.2010 - Lubián - A Gudiña - 25 km
Oggi c'è da fare il passo di A Canda. Alla lunga salita segue una corrispondente discesa. Così la salita impegna bene il cuore ed i polmoni, mentre la discesa si nota nelle gambe e sopra tutto nelle mie ginocchia. Per fortuna anche oggi non piove.
6.10.2010 - A Gudiña - Laza - 36 km
Oggi piove di nuovo. Tappa veramente difficile con una lunga salita ed una brutta discesa fino a Campobecerros e poi dopo una breve salita con un
a lunga discesa di oltre 10 km. Sono contento quando arrivo alla destinazione. Per fortuna i miei amici catalani hanno preferito di prendere un taxi e mi hanno portato lo zaino.
7.10.2010 - Laza - Xunqueira de Ambía - 34 km
Oggi c'è da superare il passo di Albergaria che vuol dire ancora ca. 10 km di salita e la stessa dose di discesa. Mi rendo conto che questo 'camino' via Orense è parecchio più duro del classico 'camino francés'. Devo ammettere che queste fatiche lasciano tracce alle mie gambe e ginocchia, ma stranamente dopo una notte passata al caldo sono di nuovo pronto per la prossima.
8.10.2010 - Xunqueira de Ambía - Orense - 24 km
Faccio questa tratta con un mio nuovo amico tedesco e con una buona conversazione arrivo presto nella bella città di Orense. All'arrivo si è un po' euforico, perché da questo posto mancano solo poco più di 100 km fino a Santiago.
9.10.2010 - Orense - Cea - Piñor/O Reino - 29 km
Dato che a Cea non esiste nessun Hostal, il 'Capitán Paco' del gruppetto Italia/Catalunia ha prenotato anche per me una stanza a Piñor/O Rei
no (7 km dopo Cea), dove si sta bene e si paga poco. Ormai sono quasi sempre con questo gruppo simpatico. Oltre ai due signori dalla Sardegna c'è questa coppia catalana e precisamente Paco, detto anche Capitán e sua signora Maria. Alla sera sto spesso con loro e la giornata finisce con qualche risata.
10.10.2010 - Piñor/O Reino - Lalín - 28 km
Anche oggi dopo tanta salita e discesa, tutta su 'carretera' ma con poco traffico, si arriva alla città di Lalín, dove si trova il bell'albergo 'Palácio' che fa onore al suo nome e fa prezzi speciali per i pellegrini. Simpatica cena con il gruppo catalán/sardo.
11.10.2010 - Lalín - Bandeira - 28 km
Oggi il traffico sulla
strada è piuttosto micidiale e perciò si cammina il più possibile sul 'camino', anche se questo è parecchio bagnato e fangoso. A Bandeira ritrovo il gruppo e si parla già di salutarsi presto, perché la meta di Santiago è ormai vicina. Il gruppo andrà domani fino a Susana, dove hanno trovato un bell'albergo. Io non so dove arriverò domani e deciderò più tardi.
12.10.2010 - Bandeira - Ponte Ulla - Santiaguiño - Susana - Santiago - 36 km
Dopo una lunga e ripida discesa arrivo a Ponte U
lla, dove si potrebbe già fare la sosta per la notte. Ma dopo una breve pausa, mi sento di continuare almeno fino a Santiaguiño, dove c'è un ostello solitario in mezzo alla foresta. Dopo qualche risalita dalla valle del fiume Ulla, arrivo all'ostello, ma mi sembra proprio triste e decido di andare avanti. Ho una mezza idea di trovare il mio gruppo all'albergo di Susana. Dopo tanti sali-scendi arrivo a Susana, dove non c'è neanche un bar aperto per riposare un po' e l'albergo Santa Lucia, dove alloggia il gruppo, è situato sei chilometri fuori di questo posto. Così decido presto che farò questi chilometri piuttosto in direzione di Santiago. In questa maniera la tappa si prolunga parecchio, ma in compenso sarò a Santiago già questa sera. Verso le sette di sera passo sotto il ponte dell'autostrada e qui mi prende una grande euforia, perché da questo punto mancano solo poco più di quattro chilometri. Tra poco appaiono già le torri della cattedrale e ormai tutta la fatica è dimenticata ed anche l’ultima ripida discesa ed un’altra risalita, ugualmente ripida, si prende 'al volo' e tra pochi minuti mi trovo nella Piazza Obradoiro, di fronte alla magnifica cattedrale, un po' stanco ma felice. Trovo alloggio dai miei soliti amici della 'Hospederia San Roque', dove mi trovo molto bene. Cena al San Roque, dove mangiano anche gli operai della zona e di conseguenza le porzioni sono sempre enormi e, secondo me anche un po' esagerati. Presto a letto, perché domani c'è parecchio da fare, tra le varie visite nella cattedrale, bisogna anche fare una lunga fila per ricevere il documento della 'Compostela'. Ma per me è anche importante di contattare l'ufficio dell'Iberia per informazioni circa possibilità per il rientro a Venezia, dato che l'anno scorso, con i miei biglietti di compagnia 'stand-by' ho speso tutto il giorno, dalle sei di mattina fino alle sette di sera, in aeroporto, visto che tutti i voli erano al completo. Spero che questa volta mi vada meglio, anche se in un primo esame in internet, tutti voli per Madrid sembrano pieni. Speriamo bene!
13.10.2010 - Santiago
Presto mattina vado alla cattedrale, passo dalla 'Porta Santa', abbraccio il Santo dietro l'altare, come i pellegrini usano fare. Dopo questo 'rito' mi ritiro davanti alla tomba del Santo e qui finisce anche il mio pellegrinaggio.
14.10.2010 - Rientro a Venezia
Contrario alle mie previsioni il rientro si svolge perfettamente, parto con il primo volo della mattina ed anche qui un collega dell'Iberia molto gentilmente riesce a spedire i miei bagagli (uno zaino ed un bastone/'bordón') a Venezia, ricevo già a Santiago la carta d'imbarco per il volo da Madrid e così rientro bene a casa, come ho avuto la fortuna anche di partire. In questa maniera concludo anche la mia 'carriera' di pellegrino veterano e sono grato a Dio e tutte le persone che mi hanno spesso aiutato durante i vari percorsi.

Cari amici, qui finisce anche questo lungo racconto e sperando di non avervi troppo annoiato, vi saluto cordialmente con il saluto dei pellegrini: ULTREYA!
hanns (hanns.hoefer@yahoo.it)
Le foto di questo diario si possono vedere questo link: Camino 2010
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